venerdì 8 maggio 2009

La destra che vorrei, e che non c'è.

Basta, almeno per un attimo, con il realismo. Pausa con la dialettica della mancanza di alternative. Passiamo al lontano mondo delle idee, in ambito platonico. Arriva ufficialmente il Pdl la prossima settimana e già si annuncia come una nuova destra. In Italia una destra moderna e liberale non c'è e non ci sarà a breve. Non esiste una destra alla Nicolas Sarkozy. Quello di Berlusconi è un partito del leader. Eterogeneo è vero, variato siamo d'accordo ma il perno è sempre il Cavalier Silvio. E' lui il padrone. Potremmo dire che il Partito delle Libertà ha dei tratti di destra, ma non che sia un partito di destra e tantomeno una destra nuova. Chi si dice di destra non può essere d'accordo con chi ha votato a favore di quello scempi che è l'indulto, non può sostenere chi taglia i fondi alle forze dell'ordine e le rimpiazza con le ronde di matrice padana. Non può dirsi totalmente d'accordo con la legge sulle intercettazioni perchè lascia supporre che la classe politica abbia qualcosa da nascondere. Anche se di una legge c'era bisogno. Non può dirsi a favore del lodo Alfano, perchè senza prenderci in giro, è una legge che non sta nè in cielo nè in terra(pensate negli USA cosa sarebbe successo...). Il falso in bilancio è stato depenalizzato e di questi tempi non mi pare proprio il caso. Le battaglie per la legalità sono passate dall'essere ipotetico cavallo di battaglia della destra al partito di Di Pietro. Il liberalismo non trova spazio nei partiti dei leader. La privatizzazione delle università non può funzionare se non supportata da un adeguato sistema di borse di studio che secondo il modello americano premi realmente i più meritevoli. E' pienamente di destra la battagli di Brunetta contro i fanulloni nella Pubblica Amministrazione, e va bene. Ma le province dovevano abolirle, invece continuano ad aumentare.Le Comunità Montane, lo stesso. Altro principio inconciliabile con lo stato leggero di matrice ideologica liberale. Ho sentito dire che la Lega Nord è il partito che meglio rappresenta la destra. Enorme falsità. Significherebbe che siamo proprio spacciati. La Lega è un partito territoriale che di destra non ha nulla. Non è di destra chi brucia il tricolore, non è di destra chi inneggia alla Padania. Non scendiamo nell'ignoranza totale ed assoluta. La caccia ai clandestini della Lega non può rientrare nell'equazione dell'idea di destra. Gli immigrati si regolarizzano, si espellono con razionalità ed efficacia senza scelte irrazionali. E' tempo di uscire dalla retorica della destra discriminante e razzista. Così come non può rientrarci il secessionismo. Siamo tutti italiani come secondo i valori risorgimentali. Vorrei una destra che superi i busti, le celtiche, le svastiche e i fasci. Vorrei che queste sparute minoranze capiscano il valore della democrazia. Vorrei una destra laica che conservi le radici cristiane dell'Europa ma che non si pieghi ai diktat vaticani. Che risponda come i ministri francesi alle uscite reazionarie di Papa Benedetto XVI e non con un no comment. Vorrei una destra europeista veramente. Tanto patriottica quanto conscia che la crisi economica e politica si supera con la cooperazione ed il dialogo interno all'Europa Occidentale e aperto verso il resto del mondo. Vorrei una destra liberista perchè il dazio allunga solo l'irreversibile agonia della crisi(e qui torniamo alle Lega). Vorrei una destra identitaria, che non dimentichi i propri valori, le proprie radici ma che non si serva di essi per farne un uso irrazionale o un pretesto. Vorrei un modus agendi, una forma di pensiero prima ancora di una formazione politica. Conservatori razionali, aperti alla modernità, alla tecnologia e al dialogo. Perchè il mondo corre e non possiamo rimanere indietro, cullarci sopra sogni di antica gloria. So che ora mi direte che non c'è alternativa, che la sinistra è disastrosa e Berlusconi è il male minore perchè comunque sa quello che vuole ed ha la stoffa del leader. Ma l'ho già scritto sopra, è solo un esercizio idealista. E ogni tanto fa bene.

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