domenica 4 gennaio 2009

Presentazione

E' leggittimo che i lettori di questo blog si chiedano perchè il suo autore abbia inserito ben due articoli prima di scrivere la presentazione. Il primo è una panoramica generale ed una riflessione sull'anno appena passato, il secondo riguarda il 1948 e le sue ripercussioni storiche. E' necessario addurre quindi una spiegazione riguardo a tale scelta. Come potete notare il titolo del blog è "Una finestra aperta sul tempo" e chi scrive ha ritenuto opportuno porre due articoli che seppur indirettamente sono riflessioni sul tempo. Su un passato più lontano il secondo, su un passato recentissimo il primo. Il carattere generale del tempo che può manifestarsi sotto forme passate, presenti o future vuole essere il leit motif di questa pagina web. E' d'obbligo, come in ogni presentazione che abbia una qualche dignità, illustrare i motivi che hanno spinto il sottoscritto ad edificare un piccolo spazio personale nell'immenso universo della rete. La prima motivazione vuole configurarsi come una reazione. Una reazione nei confronti dei media e della società che identificano la mia, la nostra generazione come figlia del degrado, della depravazione, sottomessa alla dipendenza dalle droghe, dall'alcol, dal denaro. Una generazione senza speranza, senza valori, senza morale. Questo blog è una dimostrazione, seppure minima ed insignificante, che non è così. Esorto perciò qualunque coetaneo ad unirsi alla mia reazione, a cercare di sfatare il (falso) mito, a provare che questa generazione si compone di teste pensanti e cuori bramosi di fare, costruire e prendersi responsabilità. La seconda motivazione è invece legata all'informazione e al dialogo. In un mondo sempre più pervaso, oserei dire quasi capillarmente, da una miriade di informazioni, è necessario diversificare. Sono obbligatorie le voci discordanti, le opinioni dissenzienti, i punti di vista divergenti. Perchè la rete non deve essere un coro che canta uniformemente, ma una discussione. Anche accesa se necessario. Ognuno perciò dovrebbe apportare, a modo suo, la sua visione critica, le sue idee, le sue convinzioni. Credere nel dialogo, vuol dire credere nella democrazia, nella crescita vicendevole delle personalità, nello scambio interculturale. Significa partecipare e costruire i compromessi, perchè quasi ogni cosa nel mondo, escluse le vicende strettamente personali, è frutto di compromessi. La terza motivazione è di carattere. Carattere e basta. Esprime l'intima necessità di chi scrive di far sentire la propria voce, di esprimere sè stesso e le proprie idee, di partecipare al dialogo comune. E' la convinzione personale che il potere delle parole è l'unico potere illimitato che esista. La certezza che esse, scritte od orali che siano, possano ad ogni modo cambiare la nostra storia. Buona lettura.

Nessun commento:

Posta un commento