lunedì 5 gennaio 2009

Antropologia ironica: l'intellettuale di sinistra

L’intellettuale di sinistra si evolve come specie a se nei tardi anni settanta, quando definirsi comunista incominciava ad assumere un significato sinistro a causa dei “compagni che sbagliano” e della sgradevole abitudine sovietica di fare propaganda all’estero con i carrarmati.

L’intellettuale di sinistra, ad esclusione di qualche caso sporadico, incomincia immediatamente a prendere le distanze dalla realtà dei fatti e dalle esigenze sociali, rifugiandosi nella elaborazione dell’iperuranio platonico in una straordinaria anticipazione del pallogramma che avrebbe trovato la sua definitiva consacrazione solo con l’avvento di Power Point.
L’intellettuale di sinistra vede film di sconosciuti registi lituani rigorosamente con sottotitoli. Durante la visione si annoia a morte, ma quando ne parla ad altri intellettuali di sinistra s’infervora e li convince a vedere anche loro il film diffondendo il contagio a dispetto di qualsiasi preservativo.

L’intellettuale di sinistra mangia rigorosamente etnico. Sushi giapponese, cus cus marocchino, humus di ceci algerino. L’hamburger con le patatine fritte di MC Donald’s è accolto come un’apparizione di satana. La cotoletta alla milanese ignorata con disprezzo. Quando è sicuro di non essere visto, l’intellettuale di sinistra si mette in fila per ordinare l’Happy Meal, quello con i pupazzetti in omaggio, in modo da poter scaricare sui figli la responsabilità nel caso venisse scoperto da qualche altro intellettuale di sinistra che si trovi casualmente ad entrare nel locale.

L’intellettuale di sinistra si cura con l’omeopatia, salvo quando si tratta di psicofarmaci per i quali fa scelte rigorosamente allopatiche.

L’intellettuale di sinistra compra il caffè equo e solidale, i libri venduti dai senegalesi davanti a Feltrinelli, i bracciali etnici venduti dai cingalesi sulle bancarelle, poi spende trecento euro per una sedia scomodissima, ma a la page prodotta da un designer lituano.

L’intellettuale di sinistra organizza dei party dove invita la cantante nigeriana, il poeta lituano, il regista macedone, ma se incontra dei rom in metropolitana abbassa gli occhi e mette il portafogli nella tasca anteriore. Come tutti. L’intellettuale di sinistra non discrimina gli omosessuali, ma poi se pensa che qualcuno lo voglia ingannare dice:”quello mi vuole inculare“. Come tutti.

L’intellettuale di sinistra veste in modo dimesso e poco appariscente. Poi scopri che si fa fare le scarpe a Londra, porta l’orologio Rado e mette solo maglioncini di cachemire perché ha la pelle delicata.

L’intellettuale di sinistra combatte l’evasione fiscale (a parole) con tutte le sue forze, poi però lo si scopre chiuso nel suo elegante studio a dare ripetizione a qualche benestante liceale che lo paga 30 euro l’ora senza che versi un centesimo di tasse.

L’intellettuale di sinistra ride a tutte le battute di Luttazzi, anche se qualcuna gli fa impressione e la metà non le capisce. Poi quando LA7 caccia Luttazzi, lui fa il boicottaggio. L’intellettuale di sinistra disprezza Sgarbi e fa il tifo per Fuksas. Se qualcuno dice che, in fondo, sono tutti e due dei pagliacci, si incazza e lo chiama ignorante.

L’intellettuale di sinistra ora milita nel PD. Il PD, l’informe ameba intellettuale che lo tiene lontano da ogni impegno, da ogni scelta, da ogni posizione. Un vero e proprio paradiso. Il PD che ha cacciato i comunisti. Il PD che ha unito la sinistra italiana e l’ha seppellita. Il PD che non è stato e non sarà mai niente e nel quale l’intellettuale di sinistra galleggia torpido ed inconcludente masticando pasticcini da the e facendo gli occhi dolci alla velina di turno.

L’intellettuale di sinistra si sente parte di un’elitè, di una minoranza privilegiata, anche se predica l’uguaglianza economica, civile e politica. Ti tratta come un cancro da estirpare alla nazione se non la pensi come lui, sei solo uno sporco capitalista e per di più ignorante perché si sa non esista uomo di cultura che non sia di sinistra…e per di più lui non si sente parte del popolo, ma guida illuminata del popolo. Si distingue sempre…Della serie chi sta con la massa, finisce per odiarla.

L’intellettuale di sinistra fa le interrogazioni in parlamento per chiedere se è vero che Berlusconi ha suggerito la formazione a Donadoni (incredibile, ma vero), poi quando il minestro della difesa (e minestro è scritto apposta così) manda l'esercito a presidiare le città, non dice nulla, perché è a fare il week end a Cortina in inverno e a Ponza in estate e non lo deve mica salvare solo lui questo maledetto paese.

2 commenti:

  1. l'intellettuale di sinistra (come Il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari), è così avanti che non si cura più di comprendee la realtà dei fatti. Continua a credere nei suoi ideali quando tutto intorno è cambiato.

    Però, mi dispiace dirlo, ma quando l'intellettuale di sinistra si cura con l'omeopatia, Lorenzo, in questo caso è culturalmente avanti, e si allinea ai normali cittadini Francesi o Tedeschi, che possono godere di agevolazioni fiscali su questo tipo di medicina, come noi ne godiamo riguardo la medicina tradizionale.

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  2. http://lavoceinmovimento.blogspot.com/

    vieni a trovarmi qualche volta...

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