Questo articolo nasce dal desiderio di assicurare una certa par condicio al blog e da una questione di coerenza. Perchè se si è ironici e critici, allora, seppur con diverse inclinazioni chiaramente, bisogna cercare di esserlo su tutto.
L'intellettuale di destra è una specie rara. Se ne trovano pochi. Questo genere di essere umano, è notorio, si sente un diretto discendente degli antichi romani. Il saluto legionario lo esercita per ragioni storiche, è un cultore dell'antica Roma. Il fascismo, per carità, oramai è superato e non c'entra nulla. E quella camicia nera sfoderata un giorno si e l'altro pure? E' una questione di eleganza ovviamente. L'uomo di destra ha uno stile da difendere.
L'intellettuale di destra però crede anche in un'altra storia, quella dei Celti. Forse per la legge del contrappasso, oltre a venerare Roma si costringe a venerare coloro che generarono i discendenti dei nemici primi e distruttori dell'impero romano: ovvero i Barbari. Questa venerazione, fatta di riti drudici, croci e roghi sulle montagne nei giorni dei solstizi, è misteriosa ed inspiegabile. Perchè tra tutti i popoli che c'erano avranno scelto i Celti?Cosa aveva di tanto "cameratesco" questo popolo? Annosa questione che forse si svelerà quando si comprenderà a cosa serviva Stonehenge.
L'intellettuale di destra è uomo tutto di un pezzo. Vera espressione dell'austerity e del "contemptus vivere parvum", poi però ha casa ai Parioli e un Cayenne Turbo parcheggiato in garage, perchè lui non è mica un barbone comunista!
Il fascismo per l'intellettuale di destra oramai è cosa superata. Roba del passato dopo la svolta di Fiuggi. Poi però,guarda caso, la domenica verso Predappio c'è sempre traffico.
L'intellettuale di destra è un patriota. Di un patriottismo che sfocia nel nazionalismo, che misteriosamente e inconciliabilmente affluisce nell'europeismo. Ma non era Prodi l' europeista? Vaglielo poi un pò a spiegare tu all'intellettuale di destra che l'albanese o il turco sono europei come lui!
L'intellettuale di destra ci tiene alle radici della patria, infatti compra solo italiano. Così italiano che beve solo coca-cola, guida solo corvette e vede solo colossal storici americani.
La domenica l'intellettuale di destra: sveglia mattutina, palestra (rigorosamente audace), poi via in chiesa perchè le nostre radici sono imbevute e si nutrono di cristianesimo, chiacchierata col prete in sagrestia per raccimolare qualche voto, poi via a pranzo o dai suoi genitori o da quelli dell'ex moglie o da quelli della nuova fidanzata rumena 25enne. Perchè è un vero uomo, con forte senso della famiglia e non scorda mai nessuno. Poi via sul divano a tifare rigorosamente Lazio, perchè si sa i comunisti tifano Roma, e un film tra 300, Brave Heart e il Gladiatore, dove si sfodera la maglia con la croce celtica e si urla "Auh auh auh"!
L'intellettuale di destra è un anti-sessantottino: basta con tutte queste promozioni facili e questa scuola di massa, che tutela il somaro e annichilisce il talentuoso. Poi però lo devi vedere come si incazza è urla al complotto dalle colonne di Libero quando il figlio viene bocciato ad un esame universitario.
L'intellettuale di destra frequenta i salotti buoni. Va a cena con Silvio e fa gli aperitivi con Gianfranco. Insomma è uomo del centro-destra, basta con Mussolini e fandonie varie. Poi però maledice il libero mercato che ha distrutto ogni idea e rimpiange i tempi della grande civilità passata quando i giovani camerati si ammazzavano per strada contro i giovani compagni.
Vuole la revisione storica, idolatra scrittori "rossi" come Pansa che hanno però denunciato i partigiani cattivi, maledetti e spietati tanto quanto i repubblichini. Anche se alla prima discussione sull'8 settembre 1943, il motto resta sempre quello: "Non ho tradito!"
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